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 “... da Raider, cioè partecipante ad un Raid ... " . Così Aldo Marzot presentava il Raiderismo. E per Raid non intendeva né la veloce, feroce e non prevedibile azione di guerra, né la spregiudicata attività di speculazione di titoli e valori. Anche se di entrambe apprezzava le difficoltà, la preparazione, l'abilità e la professionalità. Per Raid intendeva l'affrontare un'Impresa non comune, dopo averla ideata, studiata ed organizzata. Un' Impresa che, per competenza, serietà, capacità e responsabilità, é affrontabile solo da pochi. E per Raid intendeva un'entità, un gruppo di scaut che finalizza il raggiungimento di un obiettivo comune a tutti i suoi aderenti di non facile realizzazione. Un gruppo di scaut che si impegna al limite delle proprie capacità dopo essersi preparato e specializzato. Che sceglie i propri interessi in relazione alle inclinazioni dei suoi componenti spaziando dalle scienze alle tecniche, dalle arti allo spirito, dal lavoro allo sport ed al tempo libero. Che privilegia l'impegno sociale, la ricerca scientifica, il progresso e le innovazioni in ogni campo. Che sente il fascino della sfida, dell'avventura. Il Raiderismo é, pertanto, una originale, esigente ed impegnativa forma di Scautismo. E' la naturale, ed ovvia giunzione fra lo scaut ancora giovane e lo scaut che diventa Uomo. E' un aspetto dello Scautismo che privilegia il coraggio, il desiderio di elevazione, l'abnegazione, l'autodisciplina e che spinge a migliorarsi utilizzando le più moderne tecniche delle attività dell'Uomo. E' un modo nuovo di intendere lo Scautismo. Significa proiettarsi verso un nuovo futuro, ormai più che prossimo, con la forza dei valori dello spirito. Significa acquisire uno stile di vita improntato alla franchezza, alla lealtà, alla generosità, all'amore incondizionato per la Libertà.
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